Liceo Linguistico-Scientifico Statale "Cuoco-Campanella" - Napoli

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La storia degli Istituti Vincenzo Cuoco e Tommaso Campanella

 

    

 

                   Chiostro Miracoli                                                          Corridoio sede Centrale

 

Liceo Vincenzo Cuoco

L'edificio scolastico, oggi sede centrale del nostro Istituto, fa parte di un complesso monumentale che comprende anche la chiesa di S. Carlo all'Arena, l' istituto tecnico Gian Battista Della Porta e l’ istituto Benedetto Croce. Nasce in seguito alla riforma Gentile del 1923, ma la primissima pietra del complesso fu posta nel 1602.  Nel 1602, le acque piovane provenienti dalle vicine colline si raccoglievano in un alveolo naturale, costituito dal largo delle Pigne, attuale Piazza Cavour. Queste acque in parte si impaludivano lungo il recinto murario che circondava Napoli e in parte defluivano verso il mare. Largo delle Pigne, risanato durante l'amministrazione Lauria, era così chiamato perché fino al 1730 esistevano dei pini che poi furono abbattuti. Nel settembre dello stesso anno il napoletano Silvio Cordella cominciò, a proprie spese, la costruzione della chiesa di S. Carlo Borromeo che poi fu finita con le elemosine raccolte dal canonico Giovanni Longo. Nel 1610 vi furono introdotti i padri Cistercensi di S. Bernardo che la ribattezzarono con il nome di SS. Carlo e Bernardo. Soltanto più tardi la chiesa sarà chiamata di S. Carlo all'Arena. Intorno al 1620, la chiesa mostrava vistose crepe, così i padri Cistercensi convocarono per il restauro il Nuvolo, che oltre a risistemare la chiesa, la ingrandì. Successivamente nel 1681 fu costruito il secondo braccio e nel 1755 il terzo braccio. La cupola non poté essere restaurata e così si aggiunse un semplice soffitto. Soltanto sul principio del secolo XVIII fu costruita la nuova cupola. Nel 1792 la congrega dei padri Cistercensi fu allontanata a causa di un frate che si indebitò fino ad 80.000 ducati. Questi locali dovevano essere destinati al conservatorio del Cuore di Gesù, ma le vicende politiche lo impedirono, furono trasformati in un quartiere militare che utilizzò la chiesa come deposito di paglia. Con il passare del tempo la chiesa decadeva in una situazione pietosa e il 26 luglio del 1805 ricevette un altro doloroso colpo col il terremoto detto di S. Anna. Nel 1837, a Napoli ci fu una tremenda epidemia di colera. Il popolo, in preda al panico, insieme al corpo municipale, si appellò alla religione e a Dio, affinché allontanasse il morbo; per contraccambiare,  avrebbe innalzato il tempio di S. Carlo Borromeo che in questa vicenda, secondo la credulità popolare,  aveva fatto da mediatore tra il volere del popolo e la volontà di Dio. La ricostruzione fu affidata all'opera di Francesco de Cesare. La Sacra Congregazione della Disciplina Regolare con decreto del 25 settembre 1846, aveva concesso che si fosse stabilito nella Casa religiosa di S. Carlo all'Arena il Noviziato della Provincia Napoletana, abolendo quello di Campi Salentina, non appena i Novizi di questa Casa avessero terminato la prova prescritta dalla Costituzione dell'Ordine e dei Decreti Apostolici. Nell'agosto del 1851, in una seduta della congregazione provinciale, si stabilì che nella Casa di S. Carlo ci fosse un regolare seminario per chierici della provincia napoletana, separato completamente, per ragioni "disciplinari e morali", degli alunni e dei collegi, non solo per ciò che riguardava lo studio e la ricreazione, ma anche per la scuola: quindi con Direttori e Maestri Scolopi propri e con propri dormitori. Questo collegio fu aperto gratuitamente a tutti coloro che volevano apprendere. Esso acquistò tanta fama da poter gareggiare con l'altro di S. Carlo alla Mortella, che raccoglieva nelle sue aule solo giovani della più alta aristocrazia del Regno; ma per mancanza di fondi, solo per pochi anni gli Scolopi poterono dedicarsi alla loro missione educatrice. Intanto il generale E. Cosenz, subito dopo l'entrata di Garibaldi a Napoli, acquartierò in una parte del collegio un reparto di Guardie Nazionali: in seguito, la legge di soppressione delle corporazioni e di istituti religiosi risparmiò solo per poco tempo gli Scolopi di S. Carlo all'Arena, che nel 1866 dovettero sloggiare dal tempio di S. Carlo, conservando per uso di culto soltanto la chiesa. Anni prima, il 10 novembre 1862, l'istituto tecnico Gian Battista della Porta aveva preso i possedimenti della scuola. Successivamente si formò nell'ultimo piano della scuola una sede scientifica del Gian Battista della Porta che diventò autonoma nel 1926 col nome di Vincenzo Cuoco.

Chiesa di San Carlo all' Arena  (di Carmen Graziano alunna del nostro liceo)

Nel 1602 ebbe inizio, in una zona detta “Cupa S. Antonio”, la costruzione di una chiesa dedicata a San Carlo Borromeo, morto nel 1584 e canonizzato nel 1610.La costruzione fu inizialmente finanziata da Silvestro Cordella ma i lavori furono interrotti dopo qualche anno, non si sa se per la morte del Cordella o per mancanza di fondi.La costruzione della Chiesa fu terminata grazie alle elemosine raccolte da don Giovanni Longo, rettore della chiesa in via di costruzione, e le fu dato il nome di “San Carlo Maggiore”. Nel 1621 la chiesa fu concessa all’ordine dei Cistercensi Riformati che ne decise la ricostruzione in un luogo diverso. Il progetto della Chiesa fu affidato al domenicano fra’ Nuvolo (Giuseppe Donzelli) che adottò una pianta ellittica, con sei cappelle laterali, coperta da un’ampia cupola. Nel 1626 si diede inizio alla edificazione della chiesa attuale che proseguì con molta lentezza a causa dell’opposizione dei vicini, dei costi e delle difficoltà tecniche legate alla costruzione della grande cupola. Quest’ultima fu costruita solo nel 1680, dopo che Fra’ Nuvolo era morto; l’inaugurazione avvenne nel 1700, ma i lavori per la facciata continuarono fino al 1756. I Cistercensi Riformati avevano innalzato un altro edificio dedicato allo stesso Santo, così per distinguere le due chiese l’una fu denominata “alle Mortelle”, l’altra “all’Arena” a causa della natura arenosa del terreno ad essa antistante (anticamente via Foria era un vallone, denominato l’Arena della Sanità, in cui si raccoglievano le acque delle colline circostanti e solo nel XVII secolo assunse l’aspetto definitivo di una strada lastricata). Nel 1626 era stata affiancata alla costruzione della Chiesa anche la costruzione di un Convento cistercense che si completò in diverse tappe: nel 1626 fu costruito il primo braccio, con alle spalle un ampio terreno, adibito ad orti e giardini per i Cistercensi Riformati; il secondo braccio nacque nel 1681 e il terzo venne completato nel 1755. Nel 1792 i Cistercensi furono espulsi e dovettero abbandonare il convento per lasciare il posto al conservatorio del Cuore di Gesù che, però, a causa dell’invasione da parte dei francesi, non ebbe nemmeno il tempo di stabilirvisi. Nel decennio di occupazione francese nel convento si insediò una guarnigione militare mentre la Chiesa fu utilizzata come fienile e deposito di armi. I gravi danni provocati dal terremoto del 1805 andarono ad accentuare quelli che le strutture avevano subito durante l’occupazione da parte dei militari francesi. San Carlo all’Arena visse, dunque, un periodo di abbandono, terminato nel 1836 quando, in seguito ad un voto fatto a San Carlo Borromeo, per ottenerne l’intercessione nel colera del 1836-37, il re Ferdinando II dispose che il Ministero della Difesa cedesse la Chiesa e il Monastero al Comune di Napoli, perché ne curasse il restauro. Il concorso per scegliere il progetto di restauro venne vinto da Francesco De Cesare, uno dei più importanti architetti napoletani della prima metà dell’Ottocento, che diresse i lavori di restauro: il convento venne ricostruito, fu innalzato un terzo piano e venne rifatta la facciata della Chiesa che, così, assunse il suo attuale aspetto neoclassico. A questo punto la Chiesa e il Convento furono offerti ai Padri Scolopi di S. Giuseppe Calasanzio affinché vi aprissero una scuola per curare l’educazione e l’istruzione dei fanciulli poveri della zona; così il Convento diventò il Collegio di San Carlo All’Arena delle Scuole Pie. Nel 1861 il Collegio fu occupato dalle guardie nazionali del generale Cosenz, agli ordini di Garibaldi, e nel 1867, in base alla legge che incamerava i beni ecclesiastici, fu definitivamente chiuso. La Chiesa, però, restò aperta al culto.  Nel 1869 il Comune apre nel Convento il Convitto Comunale Liceo-ginnasio Domenico Cirillo a cui, nel 1896, subentrò l’Istituto Tecnico G.B. Della Porta.  Nel 1904 e nel 1908 due interventi di ampliamento della struttura e dello scalone causarono danni alla statica della Chiesa.  L’11 novembre 1923, un incendio notturno provocò danni gravissimi alla Chiesa: tra le perdite, quella più grave dal punto di vista artistico, appare la frantumazione del Crocifisso marmoreo di Michelangelo Naccherino, che si può ancora ammirare parzialmente restaurato.

Chiesa e Convento di Santa Maria dei Miracoli

Chiostro Miracoli

La chiesa di Santa Maria dei Miracoli è una chiesa basilicale di Napoli ubicata in largo dei Miracoli, a poca distanza dalla centrale via Foria, in uno dei quartieri più popolari della città e del suo centro storico. La zona antistante la chiesa, ampliata nella sua estensione, prese il nome di Miracoli (come tutto il quartiere circostante), in ossequio al nome del tempio. La costruzione della chiesa fu avviata nel XVII secolo in una zona prospiciente il limite nord della murazione antica della città; nello stesso periodo fu fondato l'omonimo convento ed assegnato ai padri Riformati Conventuali di San Lorenzo.  Il complesso architettonico passò nel 1660 sotto la giurisdizione della nobile associazione caritativa del Pio Monte della Misericordia, che se ne fece carico in seguito alla soppressione dell'ordine religioso, dietro affidamento di una cospicua somma di denaro dallo stato che doveva permettere altresì la creazione di un monastero femminile ispirato alla regola francescana. Un programma di restauro venne eseguito sotto la direzione di Francesco Antonio Picchiatti (1662-65) che si avvalse la collaborazione di Cosimo Fanzago e Domenico Tango; le opere che ne scaturirono portarono all'ampliamento di tutta l'area conventuale ed alla costruzione di un chiostro con impianto idraulico di Dionisio Lazzari.  Attualmente il grande monastero, che dopo l'Unità d'Italia fu intitolato alla principessa Maria Clotilde di Savoia, è sede della succursale del nostro liceo e di altri istituti scolastici di Napoli.

Istituto Tommaso Campanella

Istituto Froebeliano:Giardino delle palme
 L’Istituto “ Tommaso Campanella” ha occupato fino ad oggi il complesso conventuale sede dell'ex Istituto Froebeliano .
L'edificio è a pianta rettangolare con chiostro interno; l’ingresso è da Via Stella n° 137 ed è caratterizzato da un’ampia scalinata in marmo che sale al livello del Chiostro, tardo rinascimentale, costituito da un doppio ordine porticato con pilastri, capitelli ed archi in piperno. La facciata su Via Stella si sviluppa su due livelli, oltre quello ammezzato, con ampie finestre; nell’ala destra del fabbricato è presente un terzo livello le cui aperture sono caratterizzate da un motivo ad arco; il portale, architravato, è in piperno; la facciata termina con un cornicione.
Annesso all'Istituto c'è la Chiesa di S. Maria del Rosario alle Pigne o del Rosariello con ingresso da Piazza Cavour, un tempo denominata Largo delle Pigne; fu edificata su progetto di Arcangelo Guglielminelli dal 1630 al 1680. La facciata è caratterizzata da una grande statua di stucco delle Vergine posta nel mezzo di un grande arco sfondato. La pianta è rettangolare con cappelle laterali. La copertura è a cupola. E’ realizzata in tufo. L’interno attualmente non è visitabile, ma sappiamo che presentava tele di Luca Giordano. 
Il Largo delle Pigne si venne configurando all’esterno della cinta muraria, di fronte a Porta San Gennaro, in seguito ad intervento di bonifica degli Angioini; lungo la strada che conduceva alle colline circostanti sorse un piccolo borgo. Il Largo delle Pigne era così denominato perché fino al1638 si ergevano due antichi pini, fatti tagliare dalle monache del vicino convento, sorto nel 1630 sulla proprietà dei signori Moscabruno. Il Padre Domenicano Michele Torres fondò qui il “conservatorio della Santissima Vergine del Rosario” per l’educazione di giovani donne; dopo qualche anno, grazie ad un lascito del fiammingo G. Romuer, fu riedificata la Chiesa e ampliato il Conservatorio. L’istituzione, nel corso dei secoli, ha conservato la sua destinazione educativa e dal 1905 il complesso edilizio ha ospitato l’Istituto Froebeliano, fondato dalla nobildonna Julie Swabe, ispirato ai principi del pedagogista Froebel.
 
 
  Istituto Froebeliano
 

 

Nel 2013 il "Vincenzo Cuoco" e il "Tommaso Campanella" sono diventati un unico istituto scolastico che,comprende le sezioni di liceo scientifico e linguistico delle due scuole.         Corridoio Campanella